Dietro l'obiettivo
Caccia alla Poiana: un giorno di fine inverno al parco Adda Nord.
Sto lavorando alla ricerca della foto perfetta della Poiana Buteo. Un rapace libero in un territorio vastissimo, difficile da avvicinare e ancora più difficile da fotografare come si vorrebbe. Per questo passo giorni a studiarne i posatoi, gli orari di volo e il comportamento nel suo ambiente. Nel frattempo continuo a osservare e fotografare la straordinaria avifauna che popola il fiume Adda, un luogo capace di regalare incontri inattesi e meravigliosi a pochi passi da casa.
Caccia alla Poiana: La prima ricerca
Punto la sveglia molto prima dell’alba e ogni volta, nel buio della stanza, la domanda è la stessa: ne vale davvero la pena? La risposta arriva mentre preparo lo zaino. Sì, ne vale sempre la pena. In un gelido mattino di gennaio, senza un vero piano, entrai nel silenzio del Pian di Spagna alla ricerca della poiana. Non trovai tracce, ma cervi nella brina, ghiaccio sotto i passi e una certezza nuova: senza entrare davvero nel cuore del territorio non avrei mai trovato ciò che cercavo. Il viaggio era cominciato.
Caccia alla Poiana: il mio metodo tra studio del territorio e fotografia wildlife
La decisione di proseguire nel wildlife ormai è presa. Mi muovo nei boschi e nelle campagne con una naturalezza nuova, ed è proprio lì che ritrovo me stesso. All’inizio è stata fortuna: il posto giusto, il momento giusto, la poiana colta in attività senza essere davvero pronto. Poi sono arrivati gli appunti, lo studio del territorio, la ricerca delle tracce delle sue prede. Qualcuno ha detto che il mio approccio è senza senso. Eppure uscire, raggiungere il punto segnato sui miei taccuini e trovarla esattamente lì, pochi minuti dopo, mi ha fatto capire che non era fortuna. Era metodo. E in quel momento ho lasciato scendere una lacrima di gioia.
Non ho portato a casa grandi scatti, ma una certezza sì: la wildlife non è solo fotografia, è attesa, rispetto e presenza. È lì che ho capito che il mio sguardo, da ora in avanti, andrà oltre le creste degli alberi, dove la natura esiste ancora nella sua forma più autentica.
Una decisione difficile, ma sensata con il mio essere.
Dicembre mi ha messo davanti a una scelta.
Credevo che lo street e l’urban fossero la mia strada, che raccontare la vita delle persone fosse la mia vocazione. Poi sono tornato nella natura, da solo, lungo fiumi e boschi, e ho capito quanto il silenzio possa essere fragile… e necessario.
Dopo momenti di dubbio e sconforto, una mattina d’inverno, prima dell’alba, tutto è cambiato. Silenzio vero. Fauna viva. Uccelli ovunque. Bastano poche ore, un binocolo al collo e la macchina in mano per ricordarsi dove si sente davvero di appartenere.
Non ho portato a casa grandi scatti, ma una certezza sì: la wildlife non è solo fotografia, è attesa, rispetto e presenza. È lì che ho capito che il mio sguardo, da ora in avanti, andrà oltre le creste degli alberi, dove la natura esiste ancora nella sua forma più autentica.
Un salto in Belgio. Terra di birra e multiculturalità. Parte 1
Ogni anno il Belgio diventa una promessa mantenuta.
Un viaggio che inizia prima dell’alba, tra autostrade intasate, caffè sorprendentemente buoni nelle stazioni svizzere e viveri degni di una spedizione. Chilometri che scorrono tra trafori, ricariche e scelte fatte per necessità più che per comodità.
Dalle Ardenne a Namur, tra parcheggi improbabili e un mondiale di ciclocross che prende forma sotto gli occhi, il viaggio si trasforma in osservazione: persone, volti, gesti quotidiani. Multiculturalità autentica, mercatini di Natale, birre bevute al momento giusto e immagini che nascono prima ancora di essere scattate.
La giornata si chiude a Mechelen, con il tempo che incalza, mille gradini verso il cielo e una vista che ripaga ogni fatica. Una doccia calda, una cena memorabile, birre che raccontano secoli di storia e la sensazione rara di essere esattamente dove si dovrebbe essere.
Questo non è solo un viaggio verso il Belgio.
È il piacere lento di arrivarci davvero.
Fotografia come estensione della mia esistenza. Si, ma quale?
Tra due lavori e giornate imprevedibili, trovare il tempo per un reportage è sempre una sfida. Ma ogni volta che posso unire viaggio, strada e fotografia, ritrovo me stesso. Anche se ottenere auto dalle case è complesso, non smetto di inseguire la bellezza autentica: quella che resiste agli imprevisti, alla tecnologia, al caos del mondo. Perché alla fine è questo che mi rende felice.
Milano, ma non come prima
Tra due lavori e giornate imprevedibili, trovare il tempo per un reportage è sempre una sfida. Ma ogni volta che posso unire viaggio, strada e fotografia, ritrovo me stesso. Anche se ottenere auto dalle case è complesso, non smetto di inseguire la bellezza autentica: quella che resiste agli imprevisti, alla tecnologia, al caos del mondo. Perché alla fine è questo che mi rende felice.
