Dietro l'obiettivo
Un salto in Belgio. Terra di birra e multiculturalità. Parte 1
Ogni anno il Belgio diventa una promessa mantenuta.
Un viaggio che inizia prima dell’alba, tra autostrade intasate, caffè sorprendentemente buoni nelle stazioni svizzere e viveri degni di una spedizione. Chilometri che scorrono tra trafori, ricariche e scelte fatte per necessità più che per comodità.
Dalle Ardenne a Namur, tra parcheggi improbabili e un mondiale di ciclocross che prende forma sotto gli occhi, il viaggio si trasforma in osservazione: persone, volti, gesti quotidiani. Multiculturalità autentica, mercatini di Natale, birre bevute al momento giusto e immagini che nascono prima ancora di essere scattate.
La giornata si chiude a Mechelen, con il tempo che incalza, mille gradini verso il cielo e una vista che ripaga ogni fatica. Una doccia calda, una cena memorabile, birre che raccontano secoli di storia e la sensazione rara di essere esattamente dove si dovrebbe essere.
Questo non è solo un viaggio verso il Belgio.
È il piacere lento di arrivarci davvero.
Fotografia come estensione della mia esistenza. Si, ma quale?
Tra due lavori e giornate imprevedibili, trovare il tempo per un reportage è sempre una sfida. Ma ogni volta che posso unire viaggio, strada e fotografia, ritrovo me stesso. Anche se ottenere auto dalle case è complesso, non smetto di inseguire la bellezza autentica: quella che resiste agli imprevisti, alla tecnologia, al caos del mondo. Perché alla fine è questo che mi rende felice.
Milano, ma non come prima
Tra due lavori e giornate imprevedibili, trovare il tempo per un reportage è sempre una sfida. Ma ogni volta che posso unire viaggio, strada e fotografia, ritrovo me stesso. Anche se ottenere auto dalle case è complesso, non smetto di inseguire la bellezza autentica: quella che resiste agli imprevisti, alla tecnologia, al caos del mondo. Perché alla fine è questo che mi rende felice.
