Airone Bianco maggiore

Torbiere del Sebino

Nikon Z9 280:600 f5.6

In volo all’improvviso.

 
 

Le vacanze natalizie ormai sono finite. Anzi, direi che, visto il mio primo lavoro, non sono mai iniziate.
Nel mese di dicembre mi sono trovato in difficoltà: ero a un bivio. Cosa preferisco fotografare?

Il mio viaggio in Belgio mi aveva fatto credere che lo street e l’urban fossero la mia vocazione. Creare reportage legati alla vita quotidiana delle persone mi piaceva molto, e mi piace ancora.
Poi però ho fatto un paio di uscite in natura, in solitaria.

La prima lungo il fiume Adda, che posso raggiungere a piedi. La seconda sulle Orobie.
Non sono state due uscite facili. Nella prima ero disturbato dai passanti, da quelle persone che non riescono a passeggiare in silenzio, godendosi la natura. La seconda è stata segnata dall’abbattimento di alberi ormai vecchi. Una volta arrivato nel bosco, dopo aver fatto molta strada, ho deciso comunque di addentrarmi. Ma il silenzio che regnava tra quegli alberi era devastante.

Preso dallo sconforto, ho iniziato a pensare che forse la natura non facesse per me.
Insomma, se vivendo tra fiumi e montagne non trovo pace, come può trovarla la fauna? Non può.

A quel punto ero deciso a intraprendere la strada dello street, finché non mi sono detto: riprova di nuovo.

Sono uscito prima dell’alba del 26 dicembre, il giorno dopo Natale, e ho finalmente trovato le condizioni che desideravo: silenzio, vegetazione viva, fauna viva.
Uccelli di moltissime specie ovunque. Sembrava di essere in una gigantesca voliera. WOW.

Percorro un paio di chilometri verso nord, risalendo il fiume. Binocolo al collo e macchina alla mano.
Che mattinata. Solo poche ore, ma sono bastate per convincermi che la natura è la mia casa.

Anni fa non mi ero trasferito in Trentino per le persone.
Era la natura che mi aveva chiamato tra i boschi della Val di Non.

Tornando a quella giornata del 26, rientro a casa con il sorriso. Non avevo catturato nessuna immagine di particolare rilievo: solo un cormorano comune e un martin pescatore che, purtroppo, si trovava dall’altra parte del fiume, in uno dei suoi tratti più ampi. Il crop necessario per ingrandire l’immagine l’ha resa piuttosto inutile.
Scarsa luminosità, distanza, soggetto piccolo e ISO elevati non mi hanno aiutato.

Eppure ero felice. Avevo la conferma che la wildlife era la strada da percorrere.
Stare in silenzio immerso nella natura, appostato e in attesa, oppure semplicemente “cacciare” con il binocolo per individuare le specie, mi completava.

Decisa la scelta, ho fatto un upgrade dell’attrezzatura: una macchina con una raffica di fotogrammi notevole, adatta a soggetti molto veloci, e un tele abbastanza importante per coprire medie e lunghe distanze. Qualcosa che non costasse troppo, ovviamente: non avrei potuto permettermi un’ottica luminosa come un f/4.
Nonostante tutto, sono molto soddisfatto del mio acquisto.

Il vero banco di prova, la certezza che questo fosse il mondo in cui volevo lavorare, l’ho avuta alle Torbiere del Sebino.
Una splendida riserva naturale dove sono presenti moltissime varietà di uccelli e piccoli mammiferi. Un luogo dove anche l’umano più stupido è in grado di rispettare l’ambiente (per “umano stupido” intendo chi abbandona rifiuti e non rispetta la natura).

Non sono un grande esperto di volatili; infatti nello zaino porto una guida che sto studiando con attenzione, per avvicinarmi sempre di più a ciò che osservo, rispettando ogni specie nella sua autenticità.

Quel giorno ho incontrato molti fotografi lungo il percorso e, con immenso piacere, ho visto che tutti portavano un profondo rispetto per l’ambiente.
Ho portato a casa pochi scatti: sono un neofita nel mondo wildlife e di polenta da mangiare ne ho ancora molta. Ma la determinazione e l’amore per questo tipo di attività, per la natura che mi circonda, mi permettono di proseguire a testa bassa, imparando tutto ciò che devo sapere, con la giusta fame.

Quindi, amici miei, è deciso.
Non abbandono definitivamente lo street, ma sarà marginale, legato esclusivamente ai miei viaggi.
Il mio sguardo andrà oltre le creste degli alberi, tra le foreste verdi, dove la natura regna nella sua forma più autentica.

Alessandro

Fiorraccino

Torbiere del Sebino

Nikon Z9 180-600 mm F5.6

Qui sotto la posizione della località “Torbiere del Sebino”

 
 
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Un salto in Belgio. Terra di birra e multiculturalità. Parte 1