La presenza della montagna, tra il suono del vento e il fruscio della foresta di conifere

Orobie

Il mio amore per la semplicità.

 
 

Ancora Orobie

Per me la montagna rappresenta la pace assoluta. Quando desidero restare in silenzio e lasciar parlare il mondo, è in posti come questo che trovo il mio centro. Il canto degli uccelli nei primi giorni di primavera, il suono del vento tra gli alberi aghiformi, accompagnano questi timidi giorni di primavera che non riescono a scalzare l’inverno dall’uscio di casa.

La neve sulle vette, che seppur facile da trovare in tarda primavera, dopo la recente imbiancata il sole, a certe altitudini, farà comunque fatica a sciogliere. Dopotutto è questo il suo bello: questa promiscuità tiene lontano le orde di persone che nei fine settimana invadono questi luoghi, affollando la valle con le auto e silenziando questo mondo che tanto ha da dire.

Basta solo uno sguardo per essere tutt’uno con queste montagne, questi boschi e questi uccelli che vivono quotidianamente il territorio molto meglio senza la presenza umana. Allora perché non rispettarla, usando certo l’auto per salire se necessario, ma adottando il rispetto per questi luoghi che ci ospitano, ci accolgono con tutta la loro bellezza, essenza e magnificenza.

L’approccio ideale.

È chiaro che questo tipo di ambiente negli ultimi 20 anni ha attirato sempre più persone, e spesso anche chi della montagna non ha rispetto, ma è lì solo per far contento qualcun altro. La montagna non è una spiaggia per prendere il sole e fare casino, è un posto serio che ha un suo ecosistema e una fauna molto attivi. Infatti durante le ore notturne, o appena il silenzio della natura torna sovrano, i primi animali escono per respirare, i mammiferi mangiano l’erba e c’è chi fa canti d’amore per le femmine. Non esiste l’approccio giusto per tutti, ma esiste il rispetto, che se preso sul serio, detterà il giusto approccio. Educazione e amore verso l’ambiente circostante sono una prerogativa di chi frequenta boschi e vette alpine. Soprattutto è meglio evitare grandi compagnie troppo rumorose, ma preferire al massimo piccoli gruppi di 4/5 persone che, per parlare tra di loro, non necessitano di urlare come fossero allo stadio.

Oggi nessuna foto?

Se sono riuscito a scattare qualcosa anche in periodo di reperibilità, oggi proprio non potevo esimermi dal non farlo. Infatti, come spesso succede al lunedì, ho fatto un incontro molto particolare: credo sia un nibbio bruno, ma ho difficoltà in merito, in quanto sui testi che ho in mio possesso lo confondo con la poiana adulta. L’unica cosa che mi fa pensare proprio al nibbio è la coda e il corpo, che mi sembra leggermente più snello. Le foto le potrete trovare a breve nella sezione portfolio del sito.

Trovarne due su un posatoio a 70 metri circa e avere la sfortuna che la fotocamera non metta a fuoco per colpa di alcuni alberi davanti è proprio una rogna. Meno male che sono abbastanza alto: alla fine le fotografie scattate all’esemplare le ho fatte a mano libera, ho dovuto alzarmi per superare la linea degli alberi.

Alessandro

 
 
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Field Journal — Day 29 Marzo | Parco Adda Nord